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Corsi On Demand
(4 recensioni dei clienti)

Congresso Attaccamento e Trauma 2023: Accogliere e riparare il Sé traumatizzato in Psicoterapia – Roma

a cura di Vincenzo Caretti, Athena Phillips, William Bumberry, Jeff Conway, Fabrizio Didonna, (Karen) Irene Countryman-Roswurm, Dafna Lender, Maggie Schauer, Bruce Hersey, Marina Cirio, Alessandro Carmelita, Jennifer Sweeton
In questa quattordicesima edizione del Congresso Attaccamento e Trauma (Roma 2023) abbiamo esplorato le origini e le potenziali evoluzioni che derivano dalle esperienze traumatiche nell’attaccamento. Un congresso dal successo internazionale che non può mancare alla tua collezione.
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Congresso Attaccamento e Trauma 2023: Accogliere e riparare il Sé traumatizzato in Psicoterapia – Roma

a cura di Vincenzo Caretti, Athena Phillips, William Bumberry, Jeff Conway, Fabrizio Didonna, (Karen) Irene Countryman-Roswurm, Dafna Lender, Maggie Schauer, Bruce Hersey, Marina Cirio, Alessandro Carmelita, Jennifer Sweeton
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Cosa imparerai da questo Corso On-Demand?

Le neuroscienze hanno contribuito ad evidenziare l’importanza imprescindibile del senso di sicurezza nello sviluppo del sé individuale. In psicoterapia, forniamo forme di adattamento alla nuova realtà di un individuo, sulla base dei suoi bisogni, della sicurezza, della fiducia, della sintonia relazionale e delle connessioni profonde con gli altri.

I nostri esperti presenteranno modelli terapeutici e prospettive teoriche, concentrandosi sullo sviluppo relazionale del Sé e delle sue dimensioni incarnate. Esploreremo studi di ricerca innovativi e interventi clinici efficaci, cercando di comprendere e riparare il trauma a un livello profondo.

Il Congresso Attaccamento e Trauma ritorna a Roma dopo il successo registrato nell’edizione del 2022, con oltre 850 partecipanti provenienti da ogni angolo del mondo. Esperti di fama mondiale calcheranno il palco del sublime Auditorium Antonianum, a pochi passi dal Colosseo. Unisciti a noi e prendi parte a questa esperienza immersiva di apprendimento e crea nuove connessioni con altri pofessionisti della salute mentale.

In presenza o in live streaming, questo congresso è un’occasione unica per arricchire il proprio sviluppo professionale e per creare preziosi momenti di connessione.

A chi è rivolto questo Corso On-Demand?
Questo Corso On-Demand è rivolto a tutti gli psicologi e psicoterapeuti.
In questo Corso On-Demand gli speakers parlano di …
Presentazione di Vincenzo Caretti

La dissociazione del legame e dell’intimacy nella Psicoterapia della Regolazione Emotiva e Psicosomatica

Nella Psicoterapia della Regolazione Emotiva e Psicosomatica, per mezzo dell’esplorazione condivisa delle fantasie del paziente, vengono mentalizzate le emozioni e le sensazioni fisiche negative croniche e persistenti di origine traumatica, nonché gli stati tensione corporea – di attacco, di fuga, di immobilizzazione – quali manifestazioni del Sabotatore Interno o (Anti-bonder) che distorce l’immagine di sé e i legami interpersonali, distruggendoli, a danno del benessere e della fiducia. Il Sabotatore Interno o (Anti-bonder) disattiva il sistema di attaccamento relazionale e dissocia il comportamento di Intimacy e i legami profondi, a sfavore della sicurezza e del piacere del paziente di stare con sé stesso e con gli altri. Lo scopo della Psicoterapia della Regolazione Emotiva e Psicosomatica è quello di mentalizzare nell’alleanza terapeutica come, ancora nel qui ed ora,  gli scripts della coazione a ripetere modelli operativi e pattern traumatici nelle rappresentazioni di sé e degli altri, disattivano il sistema di attaccamento sociale per attaccare e dissociare i legami di dipendenza, mantenendo il paziente in uno stato di agitazione o di demotivazione nell’ingaggio sociale e nell’Intimacy, sia quando il paziente si connette con gli altri, sia quando deve fronteggiare o riparare un conflitto con gli altri. Sulla base di questo processo clinico, l’alleanza terapeutica sostiene e supporta il paziente verso una nuova azione consapevole a favore di una progressiva autonomia nei riguardi del suo Sabotatore Interno o (Anti-bonder), favorendo una sua maggiore fiducia nei legami interpersonali e nelle rotture relazionali, per realizzare un cambiamento nello stare con sé stesso, con gli altri e nella comunità, sia a livello emotivo che corporeo.

Comprendere e trattare il trauma da attaccamento utilizzando il Modello Polivagale del Felt Sense 

Il nostro attuale modello di comprensione dell’attaccamento traumatico si basa su un approccio patologizzante, che considera gli stili di attaccamento disregolati come “disturbi” disfunzionali, senza tener conto della saggezza intrinseca presente nel nostro corpo. Abbiamo quindi bisogno di un approccio nuovo, in grado di far fronte all’intersezione tra il trauma e l’attaccamento, adottando una prospettiva incarnata. Il Modello Polivagale del Felt Sense™ (Felt Sense Polyvagal Model o FSPM) trasforma l’attuale paradigma patologizzante in un approccio basato sui punti di forza: la Teoria Polivagale elaborata da Stephen Porges offre un nuovo modo per comprendere il nostro sistema nervoso autonomo, nonché il processo corporeo che monitora il nostro senso di sicurezza. Osservati attraverso una lente polivagale, gli stili di attaccamento traumatico e i comportamenti autolesionistici/finalizzati alla sopravvivenza vengono concepiti come tentativi adattivi del corpo di sopravvivere quando l’ambiente non è abbastanza sicuro da rendere possibili risposte emotive regolate. Durante la presentazione, Jan Winhall introdurrà il suo libro Treating Trauma and Addiction with the Felt Sense Polyvagal Model (Trattare il trauma e la dipendenza con il Modello Polivagale del Felt Sense™) e descriverà la cornice teorica del modello da lei ideato nel corso di oltre quarant’anni di lavoro con i sopravvissuti al trauma. Il Modello FSPM conduce i clinici verso una nuova modalità di lavoro con due importanti processi incarnati: l’interocezione (felt sense) e la neurocezione (Teoria polivagale). I partecipanti scopriranno anche l’approccio terapeutico del Focusing/Felt Sense di Gendlin e impareranno ad aiutare i clienti a entrare in connessione con il proprio corpo, un percorso fondamentale per la guarigione. Questo modello offre una cornice teorica in grado di supportare qualsiasi modalità terapeutica utilizzata dai clinici. L’applicazione del modello sarà dimostrata attraverso un’introduzione allo Strumento Incarnato per l’Assessment e il Trattamento™ (Embodied Assessment and Treatment Tool™ o EATT). Questo strumento fornisce una valutazione somatica della capacità del cliente di regolare il proprio sistema nervoso autonomo, integrando le esperienze incarnate e curando le ferite dell’attaccamento traumatico. Man mano che i terapeuti effettuano un assessment esperienziale nel corso del tempo, l’EATT diventa un vero e proprio piano di trattamento organizzato che può essere conservato online come cartella clinica. L’intervento includerà dimostrazioni pratiche di come utilizzare questo strumento. Oltre alla descrizione di questo modello, saranno presenti esempi di casi clinici, in modo da aiutare i terapeuti ad applicare questo approccio immediatamente. Questa presentazione sarà un mix di informazioni didattiche, pratiche esperienziali ed esempi di casi clinici.

Presentazione di Athena Phillips

Trattamento della dissociazione e a base di ketamina: un caso studio condotto su una paziente di nome Heather

I pazienti con storie di traumi e sintomi dissociativi si presentano spesso con una complessità significativa e stratificata. La traiettoria del trattamento è lunga e complessa e gli obiettivi prestabiliti si verificano generalmente in scarsi intervalli. Sebbene la ricerca abbia contribuito a fare notevoli passi in avanti sui risultati del trattamento dei pazienti con sintomi dissociativi, la durata e la gravità della sofferenza restano una caratteristica del quadro clinico. Gli interventi che combinano la psicoterapia tradizionale agli approcci innovativi hanno il potenziale per ridurre la durata complessiva e il costo del trattamento del paziente. La ketamina e la psilocibina potrebbero avere il potenziale per cambiare completamente la traiettoria del trattamento, viste le ricerche che stanno emergendo per i pazienti con depressione resistente al trattamento. Sebbene questi interventi possano essere molto promettenti, altrettanti preoccupante è il potenziale di rischio derivante dalla loro applicazione a persone con traumi complessi e dissociazione strutturale. L’esperienza e la risposta di Heather alla ketamina come intervento potrebbe offrire una comprensione dei rischi e delle possibilità di applicazione della ketamina a questa popolazione. 

Al termine di questo intervento, i partecipanti potranno:

  1. Discutere i potenziali risultati del trattamento sull’uso della ketamina con i pazienti con sintomi dissociativi.
  2. Identificare i potenziali rischi dell’uso del trattamento a base di ketamina con i pazienti con sintomi dissociativi. 
  3. Discutere l’importanza di dedicarsi a ulteriori ricerche sull’uso della ketamina come intervento per i pazienti con sintomi dissociativi. 
  4. Parlare del rifiuto culturale della dissociazione come fattore che contribuisce alle lacune nella ricerca di nuovi interventi, come la ketamina. 
  5. Discutere le possibilità di utilizzo della ketamina in aggiunta alla terapia nei pazienti con disturbi dissociativi.
Presentazione di William Bumberry

Lavorare con l’infedeltà: Il Metodo Gottman 

L’infedeltà, contraddistinta da tutti gli ingredienti principali del tradimento emotivo e/o sessuale, è un’esperienza dolorosa e spiazzante. Il suo impatto è profondo, così come il dolore che causa. Se, da un lato, il legame può essere distrutto in un istante, il processo di guarigione e di ricostruzione richiede molto tempo. Chi ha vissuto quest’esperienza all’interno della propria relazione, o ha affrontato questo percorso con i propri clienti in terapia, sa bene che il viaggio è tortuoso: emozioni intense si attivano rapidamente e la reattività diventa la norma. Per i terapeuti è essenziale restare presenti, sintonizzati e stabilire. Altrettanto essenziale è costruire un’alleanza terapeutica sana. Durante questa presentazione, William Bumberry si concentrerà sull’approccio impiegato dal Metodo Gottman nel trattamento dell’infedeltà – chiamato “Atone, Attune, Attach” (lett. “Espiare, Sintonizzarsi, Creare un legame di attaccamento”) – che ha rappresentato un vero e proprio cambio di paradigma nell’ambito della terapia di coppia. Questo modello spiega, con chiarezza e saggezza, come superare la tempesta, sanare la ferita e ricostruire il legame spezzato. Basato sulle ricerche fondamentali condotte da John e Julie Gottman, questo modello enfatizza la centralità della Fiducia e dell’Impegno nel percorso che porta i clienti dal tradimento al ripristino dell’intimità.

Presentazione di Jeff Conway

L’attaccamento, il trauma e gli schemi compromessi di autonomia ed esecuzione

Due dei bisogni primari per tutti gli esseri umani sono quelli di legarsi ed essere autonomi. E sebbene questi due bisogni possano sembrare abbastanza diversi l’uno dall’altro, essi sono, di fatto, legati in maniera intrinseca e complementari. 

Quando si costruisce una base sicura tra il caregiver e il bambino, quando un bambino si sente al sicuro, protetto e compreso, la propria abilità di crescere sano, esplorare, interiorizzare questa sicurezza relazionale si traducono nella capacità di agire e di avere fiducia nella propria vita e nella propria capacità di instaurare relazioni. 

Ma quando non vi è abbastanza sicurezza, né protezione e comprensione, tra il caregiver e il bambino, ciò può essere descritto come trauma d’attaccamento. Questo trauma si traduce in un’insicurezza interiorizzata che genera questi schemi compromessi di autonomia ed esecuzione, come gli schemi di dipendenza/incompetenza e invischiamento/sé non sviluppato.

In questo intervento, Jeff Conway esplorerà la relazione tra il trauma di attaccamento e l’idea di un corrispettivo “trauma dell’autonomia”, sotto forma di schemi compromessi di autonomia ed esecuzione e i continui mode di coping. Inoltre, verrà esplorato il rimedio alla relazione di reparenting limitato per guarire da questi schemi, che può aiutare a coltivare nel paziente uno stile di attaccamento più sicuro e un maggiore senso di autonomia.

Presentazione di Fabrizio Didonna

La Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness per il DOC e il Trauma: dove i nuovi e i vecchi sentieri si incontrano

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo e il Disturbo da Stress Post-Traumatico sono due problematiche di natura psichica impegnative e difficili da trattare. Entrambi potrebbero presentare alcuni sintomi in comune (ad esempio l’evitamento, i comportamenti di ricerca di sicurezza), emozioni (ansia, senso di colpa, disgusto, vergogna), bias cognitivi, iper-reattività a stimoli specifici, una relazione disfunzionale con la propria esperienza interna.

Gli approcci basati sulla mindfulness, in particolare l’approccio MBCT (dall’ing. Mindfulness-Based Cognitive Therapy), sono pensati per essere indirizzati ai principali aspetti del DOC e del PTSD, che includono l’evitamento esperienziale, l’iperarousal, i comportamenti di ricerca di sicurezza e le emozioni che provocano disagio. Esistono molteplici componenti della mindfulness che possono promuovere la ripresa dal DOC e dal PTSD, tra cui l’attenzione, uno stile cognitivo consapevole, un cambiamento di prospettiva e un atteggiamento non giudicante e di normalizzazione nei confronti dell’esperienza interna. 

La Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness (MBCT) per il DOC è un programma di trattamento della “terza ondata” innovativo, manualizzato e validato empiricamente, progettato per creare un miglioramento significativo clinico e della vita in quelle persone che soffrono di Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Il programma integra gli strumenti più efficaci della Terapia Cognitivo-Comportamentale con l’applicazione clinica dei principi e delle pratiche della mindfulness e dell’auto-compassione. 

Nel corso di questa presentazione, verranno messi in risalto i punti di forza di un approccio basato sulla mindfulness, e in particolare della MBCT, per entrambi i disturbi e il modo in cui questi interventi agiscono in maniera potente ed efficace su alcuni fattori eziologici e fenomenologici sovrapposti

Il Dott. Didonna condividerà anche gli ultimi risultati della ricerca sull’efficacia degli interventi basati sulla mindfulness per il DOC e il PTSD. 

La partecipazione a questo intervento garantirà ai partecipanti di apprendere maggiori dettagli su questo nuovo approccio terapeutico e su come usare la MBCT e più in generale gli interventi basati sulla mindfulness, per aiutare i clienti affetti da DOC e PTSD per cambiare radicalmente e in modo sano la relazione disfunzionale che hanno sviluppato con i loro stati interni al fine di creare un benessere e un equilibrio significativi.

Presentazione di (Karen) Irene Countryman-Roswurm

Sopravvissuti che prosperano e superano: il traffico di esseri umani e le pratiche di terapia narrativa per riscrivere la storia del trauma. 

Con il termine traffico di esseri umani ci si riferisce a un concetto onnicomprensivo che comprende varie forme sfaccettate che si intersecano di maltrattamento. Inserita in un ampio continuum di violenza, la tratta di esseri umani è fondamentalmente un tipo di abuso e sfruttamento perpetrato allo scopo di ottenere forza lavoro o sesso. Le persone soggiogate a questa tratta patiscono una crudeltà olistica (fisica, psicologica, sessuale, sociale e spirituale) che complessivamente si traduce in un trauma psicologico.

Con una storia di successo dimostrato camminando al fianco dei sopravvissuti al traffico di esseri umani (così come ad altre forme di trauma) e un cuore dedito a crescere con i colleghi nello sviluppo di pratiche terapeutiche trasformiste, la Dott.ssa Roswurm condividerà il suo Lotus Emancipation ModelTM. Nel presentare questo modello, la Dott.ssa Roswurm si concentrerà su come i professionisti possono utilizzare pratiche narrative culturalmente rilevanti per assistere i sopravvissuti del trauma nel riscrivere la storia della loro vita.

I partecipanti accresceranno la loro capacità di assistere i clienti attraverso l’uso di pratiche narrative terapeutiche come:

  • identificare lo schema maladattivo del sé come sfida adattiva;
  • esprimere il racconto “saturo del problema”;
  • dare un nome al “problema”;
  • identificare risultati unici;
  • decostruire risultati unici;
  • usare il racconto unico, la ri-descrizione, la possibilità e le domande di circolazione;
  • usare domande che storicizzano i risultati unici;
  • l’invito a “prendere una posizione” nella riscrittura della storia della vita.
Presentazione di Dafna Lender

Mettere in pratica la teoria polivagale: sfruttare il proprio sistema di coinvolgimento sociale per suscitare fiducia nei bambini e negli adolescenti traumatizzati

In questo intervento, i partecipanti avranno modo di apprendere in che modo la Teoria Polivagale (PVT) può aiutarli a lavorare con i bambini e i caregiver.

Molti interventi sulla Teoria Polivagale si concentrano sul trattamento degli adulti, nonostante siano le prime esperienze a creare quel senso di sicurezza o difesa. È essenziale per tutti i bambini e i caregiver in terapia sentirsi al sicuro ed essere in grado di co-regolarsi. Ciò è vero soprattutto per quei clienti che hanno subito traumi. Questa presentazione si concentrerà su due forme complementari di interventi nella relazione bambino-caregiver: Theraplay® e la Psicoterapia Diadica Evolutiva (DDP). Attraverso video di esempi, esercizi pratici e discussione di casi, i partecipanti avranno modo di osservare l’impatto dello stato fisiologico sul bambino e sul caregiver e di descrivere in che modo i concetti della Teoria Polivagale possono essere usati intenzionalmente per rafforzare la terapia. Verranno presentati consigli su metodi di assessment, pianificazione e trattamento. Verranno illustrati video di esempi in cui i clienti presentano problemi relativi a perdite traumatiche, cure negli orfanotrofi e adozione, disregolazione, autismo e difficoltà genitoriali. 

Questo intervento si concentrerà sulla prima componente dello stabilire sicurezza e regolazione.

Durante questo intervento, i partecipanti impareranno a: 

  • Usare la voce, il ritmo, le espressioni facciali e il tatto per instillare fiducia attraverso:
    • esercizi che puntano a diverse qualità vocali;
    • la creazione e il mantenimento di un’espressione facciale aperta con clienti sulla difensiva;
    • strategie per incorporare il tocco sicuro.
  • Sorprendere il cervello di un cliente sulla difensiva con nuove risposte che catturino la sua attenzione, interrompano la sua difensiva e generino curiosità:
    • usando giocosità e paradossi.
  • Imparare esercizi e attività per far sentire più rilassato, aperto e pronto alla connessione il cliente in shutdown, in guardia o arrabbiato, attraverso:
    • esercizi di movimento e respirazione che creano connessione.

Al termine di questo intervento, i partecipanti saranno in grado di:

  1. descrivere i principi fondamentali e le caratteristiche della Teoria Polivagale;
  2. discutere su come mettere in pratica le caratteristiche della Teoria Polivagale nell’ambiente clinico;
  3. descrivere il Sistema di Coinvolgimento Sociale e in che modo la connessione cervello-faccia-cuore si è evoluta;
  4. identificare quando il Sistema di Coinvolgimento Sociale di un cliente è compromesso dallo stress e dal trauma e aiutarlo a resettarlo;
  5. descrivere in che modo una seduta terapeutica può essere pianificata ed eseguita per massimizzare la sicurezza, il Coinvolgimento Sociale e la regolazione dei clienti. 

Il trattamento Theraplay® consiste nel descrivere delle attività per rispondere al ritiro del Sistema di Coinvolgimento Sociale