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Teoria Polivagale

Stephen Porges’ Polyvagal Theory and its clinical applications
Corso
a cura diStephen Porges, Deb Dana, Dana Lender, Jonathan Baylin, Jan Winhall
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Disponibile in Italiano (traduzione simultanea), Inglese

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Dettagli dell’evento

L’attività del sistema nervoso autonomo è al centro della vita quotidiana di ogni essere umano e influisce significativamente sulla sua percezione di sicurezza, influenzandone così la capacità di connessione. La teoria polivagale e i suoi principi cardine – gerarchia, neurocezione e co-regolazione – hanno rivoluzionato la nostra comprensione del funzionamento di questo sistema: oggi sappiamo, infatti, che il trauma blocca lo sviluppo della capacità di regolazione del sistema nervoso autonomo, impedendogli di ricercare la connessione e intrappolandolo all’interno di pattern di protezione. Grazie a una mappa aggiornata dei circuiti del SNA all’origine di determinati comportamenti e delle credenze ad essi asso- ciate, il terapeuta può quindi aiutare i propri clienti (adulti e bambini) ad abbandonare le risposte adattive che hanno utilizzato per sopravvivere; in questo modo, il cliente potrà raggiungere quella condizione di sicurezza, regolata dal sistema nervoso autonomo, che è fondamentale per un trattamento terapeutico di successo. Adottare un approccio terapeutico guidato dalla teoria polivagale significa innanzitutto aiutare il cliente a “mappare” i profili del sistema nervoso autonomo e a monitorare, momento per momento, i movimenti che accompagnano l’organizzazione gerarchica di questo sistema.
La teoria polivagale funge da guida per il terapeuta, permettendogli di diventare una risorsa regolata per il cliente, in grado di attivare il processo di co-regolazione. Inoltre, la teoria polivagale offre al terapeuta numerosi spunti concreti per aiutare i propri clienti a vivere – e godersi appieno – un’esperienza di sicurezza. Utilizzando la teoria polivagale come fondamento teorico del proprio approccio alla terapia, il terapeuta dispone di strumenti pratici per aiutare efficacemente il cliente a identificare e bloccare i pattern di risposta abituali e le strategie familiari; in questo modo, il sistema nervoso autonomo del cliente viene “riprogrammato” per la ricerca di sicurezza e connessione.

Di cosa parlerà questo evento?

Leggi gli abstract dell’evento

Stephen Porges

“La teoria polivagale: demistificare le risposte corporee al trauma” (Tratto da Congresso Attaccamento e Trauma, Roma 2014)

Le risposte degli esseri umani a trauma e abuso sono devastanti e compromettono il successivo comportamento sociale e la regolazione emotiva. Comprendere i mecca- nismi sottostanti le risposte “cablate” al pericolo di vita potrebbe rendere più chiare tali conseguenze debilitanti. La Teoria polivagale offre una spiegazione plausibile su come esperienze traumatiche e abuso cronico alterino i processi omeostatici fisiologici e il comportamento sociale, come si potrebbero studiare trattamenti clinici per rimediare a tali problemi, e su come poi il trauma distorca la percezione e sostituisca comporta- menti sociali spontanei con reazioni difensive. La presentazione sarà centrata sul potere riparativo posseduto dalla comprensio- ne della funzione adattiva delle reazioni allo stress, quale importante complemento al trattamento. Scomponendo le caratteristiche biocomportamentali delle reazioni allo stress, cliente e terapeuta sono entrambi meglio informati nel loro tragitto verso un risultato positivo. La presentazione darà risalto al ruolo del “neuroception”, un pro- cesso neurofisiologico attraverso il quale il sistema nervoso valuta il rischio presente nell’ambiente circostante senza consapevolezza e, spesso, indipendentemente da una narrazione cognitiva. È possibile che, per proteggerci dagli altri, i traumi azzerino il neuroception quando non esiste un pericolo “reale”. La presentazione informerà i terapeuti sui metodi per valutare le conseguenze deleterie delle esperienze correlate a traumi – mediante una comprensione degli aspetti adattivi psicologici, comporta- mentali e della salute appartenenti a ciascuna delle tre strategie di risposte viscera- li “polivagali” (vale a dire, comunicazione sociale, mobilizzazione, immobilità) – e su come interventi terapeutici efficaci favoriscano un neuroception della sicurezza, con i conseguenti miglioramenti nella salute mentale e fisica, permettendo a mobilizzazione e immobilità di aver luogo senza timore.

“Relazionalità come imperativo biologico: comprendere le conseguenze di trauma, abusi e stress cronico attraverso la lente della teoria poligale” (Tratto da Congresso Attaccamento e Trauma, Londra 2017)

La Teoria polivagale amplia la nostra comprensione di comportamenti normali e atipici, salute mentale e disturbi psichiatrici. Integrando una prospettiva dello sviluppo, la Teoria polivagale illustra come la maturazione del sistema nervoso autonomo forma la “piattaforma” neurale sulla cui base poggiano il comporta- mento sociale e lo sviluppo di relazioni fiduciose. Spiega inoltre in che modo le reazioni al pericolo e alle minacce per la vita, ed esperienze di abuso e trauma, possono regolare il nostro sistema nervoso affinché rispondiamo ad amici, care- giver e insegnanti come se fossero dei predatori. La teoria potrebbe risultare di aiuto ai professionisti nel distinguere le caratteristiche contestuali che azionano le difese da coloro che sono fonte di calma, e di sostegno al coinvolgimento sociale spontaneo

“La teoria polivagale: il potere trasformativo di sentirsi al sicuro” (Tratto da Congresso Attaccamento e Trauma, New York 2017)

La sicurezza è importante nel rendere l’uomo capace ad ottimizzare il proprio potenziale. I processi neurofisiologici associati al sentirsi sicuri sono un prerequisito non solo per il comportamento sociale, ma anche per accedere sia alle strutture cerebrali superiori che rendono l’uomo creativo e generativo e le strutture inferiori del cervello coinvolte nella regolazione della salute, della crescita e del recupero. La teoria polivagale spiega come il comportamento sociale spegne le difese e promuove opportunità per sentirsi sicuri. Essa fornisce un modello innovativo per comprendere le reazioni corporee al trauma e allo stress e l’importanza dello stato fisiologico del cliente nel mediare l’efficacia dei trattamenti clinici. Da una prospettiva polivagale, interventi che hanno come obiettivo la capacità di sentirsi sicuri e che usano il comportamento sociale per regolare gli stati fisiologici possono essere efficaci nel trattamento di disturbi psicologici che dipendono da sistemi di difesa.

Deb Dana

“Creare una storia di sicurezza: una guida polivagale alla connessione” (Tratto da Live Webinar novembre 2020) Il sistema nervoso autonomo svolge un ruolo di cruciale importanza nella nostra vita quotidiana, incidendo in modo potente sulle nostre esperienze relative alla sicurezza e influenzando la nostra capacità di connessione. La Teoria Polivagale descrive i diversi circuiti autonomici all’origine di determinati comportamenti e credenze, consentendoci di comprendere, inoltre, i percorsi corpo-cervello che determinano la nascita della nostra personale storia di sicurezza e di sopravvivenza. Oggi sappiamo che il trauma blocca lo sviluppo della regolazione autonomica e incide profondamente sul sistema nervoso, inibendone la capacità di connessione e determinando lo sviluppo di pattern di protezione. Per molti clienti, gli stati di attacco/fuga e collasso sono frequenti, intensi e prolungati, mentre lo stato relativo alla sicurezza e alla connessione risulta elusivo. Utilizzando una mappa aggiornata del sistema nervoso autonomo possiamo, quindi, giungere a una nuova comprensione dei pattern post-traumatici che caratterizzano l’iperattivazione, l’ipervigilanza, la disconnessione e l’insensibilità, nonché aiutare efficacemente i nostri clienti ad abbandonare le loro risposte adattive finalizzate alla sopravvivenza, accedendo a quello stato di sicurezza – regolato dal sistema nervoso autonomo – necessario per il successo del trattamento terapeutico. Un approccio alla terapia guidato dalla Teoria Polivagale offre al terapeuta una serie di strategie volte a identificare e interrompere i pattern protettivi a cui ricorre abitualmente il cliente, facilitando lo sviluppo di abilità che gli consentano di vivere – e di “assaporare” pienamente – le esperienze relative alla sicurezza. Se parliamo la lingua del sistema nervoso, possiamo aiutare i nostri clienti a sintonizzarsi, in modo sicuro, sui propri stati autonomici, a rimodellare il proprio sistema nervoso, nonché a riscrivere la storia traumatica che ognuno di loro porta con sé, all’interno dei loro percorsi autonomici.

OBIETTIVI FORMATIVI

Applicare i tre principi organizzativi della Teoria Polivagale al proprio lavoro clinico; Utilizzare la “mappatura” autonomica (autonomic mapping) durante le sedute cliniche; Utilizzare il Sistema di Coinvolgimento Sociale come fonte di co- regolazione durante le sedute cliniche.

Dafna Lender

“La Teoria Polivagale per i bambini: applicazioni pratiche per costruire la sicurezza, creare l’attaccamento e sviluppare la connessione” (Tratto da Live webinar ottobre 2021)

Dafna Lender insegnerà ai partecipanti numerose tecniche da utilizzare nel lavoro con i bambini per aiutarli a vivere esperienze positive utilizzando il proprio corpo, esperienze in grado di contraddire il senso di impotenza ogni volta che emerge. I partecipanti impareranno a utilizzare vari strumenti pratici per massimizzare la resilienza del bambino quando quest’ultimo si trova in condizioni di stress tali da oltrepassare il proprio “punto di rottura”, facilitando così il ripristino dell’equilibrio. Grazie a questa straordinaria “ricetta della resilienza”, terapeuti e caregiver potranno aiutare il bambino a difendersi dall’impatto del trauma e, al contempo, aumentarne generalmente la capacità di tollerare lo stress nella vita di tutti i giorni. Dafna Lender (LCSW), Trainer internazionale specializzata sia nel Metodo Theraplay® che in Psicoterapia Diadica Evolutiva (DDP – Dyadic Developmental Psychotherapy), nonché terapeuta EMDR, insegnerà ai partecipanti una serie di tecniche finalizzate alla guarigione da esperienze infantili gravemente disregolate attraverso esercizi fisici co-regolati da un adulto amorevole. L’utilizzo di queste tecniche consente realmente al cliente di diventare un essere umano più forte, premuroso, gioioso e compassionevole. Questi strumenti possono essere utilizzati anche dagli adulti per guarire il bambino ferito all’interno di sé stessi.

Il corso verterà, inoltre, su come lavorare efficacemente con il genitore su questioni relative all’attaccamento. In particolare, i partecipanti impareranno: – come riconoscere quando un genitore necessita un lavoro individuale più specifico, in quanto i suoi stessi problemi in termini di attaccamento potrebbero incidere sulla terapia; – come stabilire gli obiettivi del lavoro focalizzato sul genitore, valutando quando è il momento opportuno per re-inserire il bambino all’interno delle sedute terapeutiche; – come gestire le sedute congiunte genitore-bambino quando le difese del genitore vengono riattivare; – come aiutare il genitore ad avviare il processo di riparazione, restando presente nei confronti del bambino, in modo da favorire una guarigione e una connessione reali.

In breve, il corso offrirà ai partecipanti l’opportunità di:

  • Acquisire strumenti pratici applicabili immediatamente alla pratica clinica, sia nel lavoro con i genitori che con i bambini;
  • Fare pratica attraverso lo svolgimento di attività esperienziali in piccoli gruppi;
  • Consolidare le conoscenze acquisite attraverso la visione di filmati clinici: saranno illustrati casi di bambini che, attraverso queste modalità di gioco terapeutico, sono passati dall’essere aggressivi e non collaborativi all’essere concentrati, rilassati e gioiosi.

Obiettivi formativi del workshop:

  • Utilizzare tecniche di gioco centrate sul corpo per rispondere a specifiche necessità del bambino.
  • Identificare le tipologie di comportamenti che richiedono un intervento particolare.
  • Visionare filmati di casi clinici reali per approfondire la comprensione delle tecniche apprese e introdurle efficacemente all’interno della pratica clinica.
  • Imparare a coinvolgere il genitore durante le sedute terapeutiche focalizzate sull’attaccamento/sul trauma.
Jonathan Baylin

“Applicazioni cliniche del Modello Polivagale per favorire l’autoregolazione emotiva dei pazienti” (Tratto da Live Webinar novembre 2021)

Durante il corso, suddiviso in due parti, il Dott. Baylin spiegherà innanzitutto in che modo il Modello Polivagale si ricollega alla regolazione emotiva e ai processi relativi all’alternanza tra stati di apertura e stati di autodifesa. L’obiettivo della prima parte del è quello di offrire ai terapeuti una spiegazione del Modello Polivagale basata sulle neuroscienze, evidenziando quanto questo modello può aiutare a comprendere una vasta gamma di problemi clinici, tutti quanti accomunati dalle stesse difficoltà di regolazione degli stati affettivi intensi e dall’incapacità di rimanere all’interno della “finestra di auto-regolazione”. Secondo il Dott. Baylin, i terapeuti riescono a integrare più efficacemente la Teoria Polivagale all’interno della propria pratica clinica quotidiana soltanto dopo aver acquisito una buona conoscenza operativa dei processi sopracitati. Il Dott. Baylin analizzerà, dunque, le differenze tra i cambiamenti di stato automatici, “bottom-up” e quelli “top-down”, gettando le basi per la seconda parte del corso, durante la quale si concentrerà principalmente su come rafforzare la capacità del paziente di ricorrere ai processi intenzionali top-down per gestire i cambiamenti degli stati polivagali. La modalità top-down ha origine dalla capacità unica degli esseri umani di regolare il processo di cambiamento dei propri stati anziché restare in balìa del processo automatico in grado di causare problemi in termini di regolazione emotiva. Il Dott. Baylin spiegherà, inoltre, in che modo le differenze individuali relative al funzionamento dei sistemi polivagali hanno origine da una combinazione di fattori riconducibili a differenze genetiche e agli effetti delle esperienze di vita sullo sviluppo di tali sistemi, soprattutto quando si tratta di esperienze di vita precoci.

Partendo dal modello neuroscientifico relativo ai cambiamenti di stato nella seconda parte del corso, il Dott. Baylin analizzerà una serie di tecniche finalizzate a promuovere una regolazione intenzionale e consapevole dei cambiamenti di stato a livello interiore, con l’obiettivo di migliorare la regolazione emotiva. Il Dott. Baylin ricorrerà al concetto di “esercizi neurali”, ideato da Porges, per aiutare i terapeuti a imparare come accedere al sistema ventro-vagale del paziente, sistema che supporta una sana regolazione emotiva, nonché il coinvolgimento o ingaggio sociale. Saranno illustrati, inoltre, una serie di percorsi diversi (o “portali”) che consentono l’accesso al sistema ventro-vagale e che possono essere utilizzati dai terapeuti per promuovere sia una regolazione emotiva che un processo di cambiamento di stato più efficaci, sia all’interno di sé stessi che dei propri pazienti. Il Dott. Baylin analizzerà, infine, il ruolo del terapeuta come “stabilizzatore sociale”, fonte di co-regolazione, alleato in grado di “sussurrare al cervello” del paziente, il tutto all’interno di un processo terapeutico finalizzato ad aiutare quest’ultimo a passare dall’auto-difesa cronica al coinvolgimento attivo e all’apertura.

Obiettivi formativi del corso:

  • Apprendere in che modo il Modello Polivagale si ricollega alla regolazione emotiva.
  • Comprendere che differenza c’è tra passare da uno stato all’altro in modo automatico o in modo intenzionale.
  • Apprendere in che modo le esperienze di vita precoci incidono sullo sviluppo dei sistemi polivagali.
  • Rafforzare la capacità dei terapeuti di attivare il sistema ventro-vagale di coinvolgimento (o ingaggio) sociale all’interno di sé stessi e dei propri pazienti.
  • Apprendere diverse modalità da utilizzare per aiutare i pazienti a passare da stati difensivi a stati di apertura.
  • Integrare una serie di conoscenze relative al funzionamento del cervello all’interno della pratica clinica quotidiana.
Jan Winhall

“Rivoluzionare il trattamento del trauma e della dipendenza con il Modello Polivagale del Felt Sense™” (Tratto da Live Webinar Luglio 2022)

La nostra concezione attuale della dipendenza come patologia del cervello si sta rivelando fallimentare. I tassi relativi alle dipendenze stanno schizzando e le persone continuano a morire per strada. Abbiamo disperatamente bisogno di un approccio nuovo. Un approccio che affronti la dipendenza, così come ogni altra risposta traumatica, nel luogo in cui “vive”: il corpo. Durante questo webinar, Jan Winhall analizzerà l’intersezione tra il trauma e la dipendenza, spiegando come affrontare entrambi utilizzando un approccio incarnato, centrato sull’embodiment. La videoregistrazione, la trascrizione e le slide del webinar saranno accessibili al termine dell’evento, senza limiti di tempo.

Il Modello Polivagale del Felt Sense™ (Felt Sense Polyvagal Model o FSPM) modifica l’attuale paradigma patologizzante, trasformandolo in un approccio basato sui punti di forza della persona. Vista attraverso la lente della Teoria Polivagale di Stephen Porges, la dipendenza può essere considerata una risposta allo stress all’interno del nostro sistema nervoso. I comportamenti associati alla dipendenza sono, in realtà, tentativi di regolazione emotiva da parte del corpo, che fungono da “eliche” per facilitare cambiamenti neurofisiologici all’interno del sistema nervoso. Questo modello integra la Teoria Polivagale di Porges e la Psicoterapia Orientata al Focusing di Gendlin, basata sul concetto di felt sense. Una simile integrazione consente, quindi, di concepire il trauma/i comportamenti associati alla dipendenza come risposte adattive in ambienti maladattivi. Il Modello FSPM™ offre, inoltre, una cornice generica in grado di supportare qualsiasi modalità terapeutica.

Obiettivi formativi

Al termine del webinar, i terapeuti avranno imparato a:

  • Descrivere i tre concetti alla base della Teoria Polivagale e la loro applicazione alla Psicoterapia incarnata e informata sul trauma;
  • Descrivere gli stati neurofisiologici alla base del Modello Polivagale del Felt Sense™ per il trattamento del trauma e della dipendenza;
  • Spiegare il trauma e la dipendenze attraverso la lente della Teoria Polivagale;
  • Riconoscere le quattro “vie maestre” all’origine del concetto di felt sense ideato da Gendlin e iniziare ad applicare questa pratica incarnata alla Psicoterapia;
  • Spiegare la Pratica dei Tre Cerchi e come applicarla al lavoro con i clienti;
  • Descrivere lo Strumento per l’Assessment e il Trattamento Incarnato™ (EATT) e in che modo si distingue dal modello tradizionale patologizzante;
  • Aiutare i clienti a identificare il proprio stato autonomico e utilizzare una serie di strategie per aiutarli a guarire

Conosciamo i docenti

Leggi la biografia

Stephen Porges
Professor of Psychiatry at the University of North Carolina, he is Professor Emeritus of Psychiatry at the University of Illinois at Chicago and at the University of Maryland. In 1994 he proposed the Polyvagal Theory.
Deb Dana
Deb Dana, LCSW is a clinician and consultant specializing in working with complex trauma. She is a consultant to the Traumatic Stress Research Consortium in the Kinsey Institute, clinical advisor to Khiron Clinics, and an advisor to Unyte. She developed the Rhythm of Regulation Clinical Training Series and lectures internationally on ways Polyvagal Theory informs work with trauma survivors. Deb is the author of The Polyvagal Theory in Therapy: Engaging the Rhythm of Regulation (Norton, 2018), Polyvagal Exercises for Safety and Connection: 50 Client-Centered Practices, (Norton, 2020) Befriending the Nervous System (Sounds True, 2020) co-editor of Clinical Applications of the Polyvagal Theory: The Emergence of Polyvagal-Informed Therapies (Norton, 2018), and creator of the Polyvagal Flip Chart (Norton, 2020).
Dafna Lender
Dafna Lender, LCSW, is an international trainer and supervisor for practitioners who work with children and families. She is a certified trainer and supervisor/consultant in both Theraplay and Dyadic Developmental Psychotherapy (DDP). Dafna’s expertise is drawn from 25 years of working with families with attachment in many settings: at-risk after school programs, therapeutic foster care, in-home crisis stabilization, residential care and private practice. Dafna’s style, whether as a therapist or teacher, is combining the light-hearted with the profound by bringing a playful, intense and passionate presence to every encounter. Dafna is the co-author of Theraplay the Practitioner’s Guide (2020). She teaches and supervises clinicians in 15 countries in 4 languages: English, Hebrew, French and Spanish.
Jonathan Baylin
Dr. Baylin received his doctorate in Clinical Psychology from Peabody College of Vanderbilt University in 1981. For the past twenty years, while continuing his clinical practice, he has immersed himself in the study of neuroscience and in teaching mental health practitioners about the brain. He has given numerous workshops for mental health professionals on “Putting the Brain in Therapy” and has delivered keynote addresses internationally and nationally at conferences on childhood trauma and attachment. Several years ago, Dr. Baylin began a collaborative relationship with Daniel Hughes, a leader in the field of attachment-focused therapy. Their first book, Brain Based Parenting, was released by Norton Press in 2012. In 2016, their second book, The Neurobiology of Attachment-focused Therapy, was released by Norton. Both books are part of the Norton series on Interpersonal Neurobiology.
Jan Winhall
Jan Winhall, M.S.W. F.O.T. is an author, teacher, and psychotherapist. She is an Adjunct Lecturer at the University of Toronto, Faculty of Social Work, where she supervises graduate students. Jan is director of Focusing on Borden, a psychotherapy and training centre, and Co-Director of The Borden Street Clinic. She presents internationally on her book Treating Trauma and Addiction with the Felt Sense Polyvagal Model, Routledge, 2021.

* In caso di crediti multipli (quando disponibili ECM, CPD e CE) potrai scegliere quale tipologia di crediti riscuotere a seconda delle tue esigenze.

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Evento dal vivo a Roma

Da Ven 30 Settembre a Dom 2 Ottobre 2022

Attaccamento e Trauma: Le nuove frontiere della ricerca e della pratica clinica
a cura di Suzette A. Boon, Mary Jo Barrett, Diana Fosha, Roger Solomon, Vincenzo Caretti, Elizabeth Warner, Jonathan Baylin, Skip Rizzo, Alessandro Carmelita, Marina Cirio, Ronald D. Siegel, Christiane Sanderson, Deb Dana

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